====La provocazione sessuale====



<note>//**Troppi nudi in giro, nessuno obbliga le donne a conciarsi così**// (Giovanna Mezzogiorno, intervistata sul Corriere della Sera, 12/05/2010) </note>

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Ogni giorno si fa un gran parlare del problema della violenza a sfondo sessuale.  Violenza efferata che viene sempre e giustamente condannata. Ma anche lì, l'occhio satanico del guastafeste scopre  delle cose scomode e fastidiose da ammettere.

Assistiamo costantemente ad un dialogo paradossale, basato sul linguaggio non verbale, che ha dell'incredibile.

Siamo circondati e bombardati dalla continua provocazione sessuale femminile: qualsiasi pubblicità esistente nel mondo occidentale deve necessariamente e dogmaticamente essere basato sull'analogia "desidero avere quel prodotto come desidero avere quella donna così provocante". Qualsiasi pubblicità che oggi venga fatta a qualsiasi prodotto, se fosse stata vista dai nostri nonni sarebbe stata considera oscena e pornografica.

Educhiamo inconsapevolmente i nostri figli a vedere continuamente nudità femminili ostentate con lascivia, abbigliamenti da bordello, frasi banalissime pronunciate con sussurri e sospiri degne di servizi di telefonia erotica,  per la normale presentazione pubblicitaria di beni di consumo quotidiani come dolci, auto, elettrodomestici, servizi bancari, ecc. Ovviamente il grande potere dell'immagine è di creare spirito di emulazione.

Infatti è sempre più piccola la differenza tra l'abbigliamento ostentato delle prostitute che cercano di accaparrarsi clienti e una gran parte delle donne normali, soprattutto le giovanissime.

Le donne si lamentano che la pubblicità crea la donna - oggetto. Ma io vorrei poter capire perché, quando vengono fatte le selezioni e i provini per recitare tali scene, si assiste ad una ressa di partecipanti superiore a quella che c'è per i posti di ruolo nei ministeri((Ho abitato fino a poco tempo fa davanti al portone di una agenzia di selezione per aspiranti "veline". Ogni volta che veniva bandito un concorso si paralizzava il traffico stradale e faticavo, a piedi, a raggiungere il portone di casa mia, a causa dell'immensa folla di ragazzine super truccate e discinte. Per quante ne abbia osservate non sono mai riuscito a vedere la tristezza e l'umiliazione di fare le donne - oggetto. Anzi, l'atteggiamento che osservavo era l'orgoglio, il pavoneggiamento, la vanità, il sentirsi superiori, belle e desiderate, il profondissimo ed ostentato narcisismo.)). E le escluse fanno regolarmente ricorso in tribunale e chiedono risarcimenti miliardari perché è stato impedito loro di //esprimersi,// di //sentirsi realizzate //o di //sentirsi belle//. Non lo sanno quelle ragazze che stanno litigando per essere un oggetto? Il mondo femminista non ha chiarito bene loro, ripetendolo ben oltre la noia, cosa stanno andando a fare? Eppure, al di fuori di questo settore, non mai visto nessuno litigare o intentare cause in tribunale da persone che avessero come obbiettivo finale quello di venire sminuite.

Vediamo che il modello ideale di abbigliamento corrente per le giovanissime è quello dello stereotipo pubblicitario - televisivo: tacchi a spillo, calze nere a rete, minigonna ascellare, seno ostentato, glutei  esibiti, trucco a chili, zaffate di profumi ai feromoni (sostanze terrificanti che creano una attrazione sessuale artificiale agendo sui recettori chimici olfattivi) atteggiamenti corporei ammiccanti, come ancheggiamenti, languore oculare, labbra umettate e leggermente aperte con sfregamento della lingua sul labbro inferiore. Per dirla in una parola "//provocante//", che da sola spiega molte più cose di quanto l'ipocrisia comune lasci trasparire.

Questo fenomeno ha portato alla banalizzazione della sessualità, ovvero il sesso, non è più ardentemente desiderato, in quanto gli stimoli seduttivi sono talmente esagerati, volgari e numerosi da non sortire più alcun effetto. Come succede nei campeggi nudisti dove, passati i primi minuti di imbarazzo iniziale, la nudità perde completamente la valenza di stimolo erotico per diventare la normalità. Oggi il sesso non è oggetto di desiderio neppure nelle barzellette: è diventato una cosa comune e quasi insignificante come soffiarsi il naso o allacciarsi le scarpe.

Ma l'uomo non ha diritto neppure di pensare che tutti questi messaggi siano destinati a lui: nossignori, servono soltanto ... alle donne per //realizzarsi// meglio.

E se prova a considerare tutti questi messaggi come una comunicazione più o meno esplicita, scatta immediatamente l'incriminazione penale. Perfino il corteggiamento è diventato reato, sempre che sia fatto da un uomo, ovviamente, sotto la formula giuridica di "attenzioni indesiderate a scopo sessuale" (ma finché un uomo non ha provato a corteggiare una donna, come si può sapere se questa desidera o no il corteggiamento?).

Per sopravvivere a questa continua e intensissima provocazione, l'uomo dovrebbe essere eternamente sordo - muto - cieco - privo di olfatto. Possibilmente anche zitto, al contrario del sottoscritto, che esercita con abnegazione ed impegno il mestiere del guastafeste. Dovrebbe assomigliare alle tre famose scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. E di fatti tutti gli studi sociologici e sessuologici hanno mostrato un enorme calo della libido maschile, cioè dell'attenzione verso la donna e del desiderio sessuale. Cosa che è stata un grande affare per i produttori del Viagra e farmaci consimili.

Ma neppure  neanche questo atteggiamento piace alle donne, che, in tal caso, si lamentano ... di non essere guardate né ascoltate.

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